TWR la (psico)analisi di Justice League: now in technicolor with more fun!

In un mondo in cui non esiste la saturazione dei colori, due tizi in calzamaglia depressi e problematici si menano senza motivo per due ore, poi fanno pace per un curioso caso di omonimia materna ed uniscono le forze contro una tartaruga ninja fatta male in CGI. Questo era, in estrema sintesi, Batman V Superman, film che solo due anni fa aveva sancito la sostanziale sfiducia di buona parte dell’umanità (dico “buona parte” perché sì, ci sono ancora degli irriducibili innamorati di BvS) nell’universo cinematografico DC. 

Ovvio dunque che, nonostante il sostanziale passo avanti fatto con Wonder Woman, l’approccio con Justice League fosse molto cauto. A maggior ragione dopo la notizia dell’avvicendamento tra Zack Snyder – che ha lasciato, per motivi familiari, dopo la fine delle riprese – e Joss Whedon. Senza dimenticare storielle pittoresche come quella dei reshoot con Cavill che, obbligato per il contratto che lo legava ad un altro film a mantenere dei folti baffoni, si è visto cancellare (male) i baffi con la CGI in post-produzione.
E così, quando ti siedi sulla poltroncina del cinema, e ti ritrovi una coloratissima tamarrata con delle supertutine che, su due ore di film, si menano per 100 (forse anche 105) minuti non puoi che sorridere compiaciuto e dire “ehi, e questa chi se l’aspettava?”

Justice League è un giocattolone supereroistico nel senso più puro e genuino del termine. Ci sono questi eroi in calzamaglia che si ritrovano a dover unire le forze per combattere la solita minaccia di livello estinzione proveniente dallo spazio profondo incarnata, nel caso specifico, da Steppenwolf, villain preso in prestito, così come buona parte della mitologia alla base di JL, da una pietra miliare della produzione DC comics come Il Quarto Mondo di Jack Kirby. Poi ci sono ‘bbotte spettacolari, c’è Batman che ha mezzi pesanti per ogni occasione, c’è Gal Gadot che si conferma, probabilmente, la miglior scelta casting di sempre per un supereroe al cinema e c’è un’inaspettata alchimia tra i protagonisti.
Ah, e il costume di Superman, finalmente, è azzurro.

Grazie a questa sua sostanziale semplicità, ripulita dalle sovrastrutture da drammone che avevano appesantito Batman V Superman, Justice League funziona ed intrattiene e la diversa visione dei due registi si è fusa nel migliore dei modi. La mano di Snyder si vede eccome: durante l’opening del film c’è un overdose di slow motion (con un immancabile funerale) ed alcune sequenze d’azione sono eccezionali (su tutte quella in cui Wonder Woman sventa un attentato). Ma si vede anche l’impronta di Whedon, sia nei siparietti infarciti di battutine, che in alcuni momenti puramente fan service che comunque non guastano.

Nota di merito per un altro dei punti di forza del film: la bellissima colonna sonora originale realizzata dal redivivo Danny Elfman, subentrato al solito Hans Zimmer, in cui è innestato, durante le scene d’azione più concitate, qualche pezzo rock furbetto come Icky Thump dei White Stripes.

Tutto bello dunque? No, non proprio tutto. Justice League ha qualche bella magagna, su tutte la computer grafica spesso inadatta ad un film di così alto budget. Ma, dato che per scendere più nello specifico mi vedo costretto a fare piccole anticipazioni sul film, vi lascio di seguito una sventagliata di considerazioni in libertà (positive e negative) che, vi avviso, contengono qualche piccolissimo spoiler criptico sul film. 

– Lo spiegone sulle scatole madri è identico allo spiegone di Galadriel che apre Il Signore degli Anelli. I.D.E.N.T.I.C.O. Tanto che appena finisce hai la sensazione che da un momento all’altro possa comparire Gollum. Tra l’altro il re a cui viene affidata la scatola madre degli uomini è preciso-identico all’attore che interpretava Isildur.

– CGI del Re Scorpione >>>>> CGI di Steppenwolf.

– Gal Gadot è la più bella donna vivente.

– Per quale inspiegabile motivo una famiglia con due bambini dovrebbe vivere a Chernobyl?

– I membri della JL girano in Mercedes ed il prototipo ad ali di gabbiano di Bruce Wayne è la più bella macchina mai vista in un film di supereroi. Sì, più della Batmobile.

– La scena in ultra slow motion col tizio che distrugge il banco del fruttivendolo, perché?

– Il siparietto in cui i membri della Justice League litigano è un remake della litigata dei vendicatori sull’helicarrier nel primo Avengers. Joss Whedon sei tu? 

– Antonio Banderas nella casa del Mulino Bianco >>>>> Superman nel campo di granturco.

– Gal Gadot è la cosa migliore che potesse capitare ai film sui supereroi.

– Le corse di Flash sono fin troppo ispirate alla famosa scena di Quicksilver in X-Men: Giorni di Un Futuro Passato. Pareti circolari ovunque e buffi spostamenti di oggetti.

– Quando Cyborg si rompe il crociato se lo ripara in pochi secondi. Altro che professor Mariani, villa Stuart e 4 mesi di stop.

– I movimenti delle labbra di Cavill (soprattutto nel prologo e nella prima post-credit) che sono stati ritoccati in CGI per togliergli i famosi baffi di cui parlavo più su, hanno la stessa naturalezza di quei cartoni anni ’60 in cui ai disegni si sovrapponevano le labbra di un attore.

– Cyborg che dice “mi fa male il pollicione”. Joss, questa te la potevi risparmiare.

– Superman fa le fatality con le Air Action Vigorsol.

– Soundtrack originali dei film DC >>>>> Soundtrack originali dei film Marvel (ehi, quelle dei film dei Guardiani della Galassia sono belle ma sono playlist vintage e non colonne sonore originali)

– Quando parte il tema musicale del Batman di Tim Burton che Danny Elfman creò nel 1990 e che ha riutilizzato anche in JL il cuore mi si è gonfiato di gioia e mi sono scesi due lacrimoni grossi così. 

– Gal Gadot è una…

Grazie Giancarlo, mi hai tolto le parole di bocca.

E con quest’ultima sacrosanta considerazione, penso sia tutto. Io vi saluto ricordandovi che vi aspetto su Facebook e, mi raccomando, fatemi sapere cosa ve ne è parso di Justice League nei commenti.

Post-credit. Scusandomi per aver scelto Ben Affleck come protagonista delle gif che hanno accompagnato il pezzo, vi lascio con questa:

Condividi

2 commenti su “TWR la (psico)analisi di Justice League: now in technicolor with more fun!

I commenti sono chiusi