Se siete lettori di fumetti, o solo appassionati di serie TV supereroistiche, dopo aver visto l'episodio pilota di Legion vi sarà chiaro che finora, sul grande e piccolo schermo, avete visto solo una piccola percentuale dello straordinario potenziale che questi sconfinati universi narrativi hanno.

Sì, perché Legion non è assimilabile a nessun altro prodotto di genere e, più in generale, a nessun altra serie televisiva. Merito di Noah Hawley, già showrunner di Fargo. Uno che, rispettando toni ed atmosfere del film cult dei fratelli Coen, è riuscito a tirar fuori due stagioni qualitativamente straordinarie piene zeppe di personaggi memorabili.
A proposito: lo sapete che la terza stagione di Fargo (con Ewan McGregor nel cast) è attesa per la prossima primavera?


- Datemi la 3a stagione di Fargo adesso o sparo! -

David Haller, meglio noto come Legione, è il figlio del professor Charles Xavier ed è stato creato sulle pagine della serie New Mutants da due mostri sacri dell'industria del fumetto - meritatamente inseriti nei credits della serie TV - Chris Claremont, il più longevo sceneggiatore della storia editoriale degli X-Men, e Bill Sienkiewicz, uno tra i più iconici e riconoscibili illustratori statunitensi. Legione è un mutante di classe omega (tradotto dal nerdese: è potentissimo), ma c'è un piccolo particolare: David è schizofrenico ed ha numerose personalità, ognuna dotata di un suo potere, che combattono per prendere il controllo. Questo, in sintesi, è quello che succede nei fumetti Marvel.

Hawley, riconoscendo le notevoli potenzialità del personaggio, lo ha calato in una sorta di lungo trip psichedelico che calamita lo spettatore all'interno di un viaggione dall'estetica anni '60 con alcuni tocchi futuristici. E, a proposito di psichedelia, non è un caso che l'(apparente) interesse amoroso di David si chiami Sidney, detta Syd, Barrett, come il fondatore e leader dei Pink Floyd che, a causa dei suoi ben noti problemi mentali, dovette abbandonare la band dopo soli tre anni. 


- Shine on you crazy Legion -

Legion è una serie che se ne frega della continuity, degli easter egg e del mantra "it's all connected" tanto caro ai Marvel Studios. Se qualche cenno all'universo cinematografico degli X-Men creato dalla Fox dovesse arrivare più avanti sarà solo fan-service, ma non sarà certo quello il motivo del successo della serie.
Il primo episodio di Legion è una dichiarazione d'intenti: Hawley (che è anche il regista di questo pilota) ha preso un personaggio potenzialmente esplosivo e lo ha fatto letteralmente esplodere in 60 minuti ipnotici, onirici e tecnicamente sopraffini. Senza dimenticare la ciliegina sulla torta rappresentata dal cast: Dan Stevens è straordinario nel caratterizzare David, così come altrettanto convincenti nei rispettivi ruoli sono Aubrey Plaza, già protagonista di una delle più acclamate sit-com degli ultimi anni come Parks and Recreation, e due vecchie conoscenze con cui Hawley ha già lavorato nella seconda stagione di Fargo: Rachel Keller e Jean Smart

Solo dopo la messa in onda degli 8 episodi che compongono la prima stagione di Legion potremo dire se sarà stata vera gloria, ma quel che è certo dopo aver visto il capitolo 1 è che l'avventura televisiva di David Haller, oltre ad essere un trionfo visivo con una fotografia magnifica ricca di contrasti cromatici ed un regia ispiratissima, è una serie che riesce a stuzzicare al punto giusto la curiosità dello spettatore per il prosieguo della stagione ponendo un gigantesco interrogativo: è tutto nella mente di David?


- Sono un picchiatello -

In un mercato saturo di prodotti su licenza Marvel e DC Comics, Noah Hawley ha dimostrato che, partendo dai fumetti di supereroi, si può ottenere molto più di serial banali imperniati sull'obsoleto schema del villain of the week (ogni riferimento ad Arrow et similia è puramente... voluto). E se il cupo Daredevil di Netflix rimane il gold standard per quanto riguarda la serializzazione di una storia supereroistica canonica, usando la fantasia, con i personaggi dei fumetti si può ancora creare uno schema narrativo inedito.

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