Gli eventi di Avengers VS X-Men e la ricomparsa del Teschio Rosso hanno spinto Capitan America alla creazione di una nuova squadra composta da Vendicatori e mutanti e capitanata nientepopodimeno che da Alex “Havok” Summers, fratello del neo-terrorista Ciclope. Come se non bastasse, il Teschio è incredibilmente riuscito a trafugare il corpo senza vita di Charles Xavier e ad impadronirsi dei suoi impressionanti poteri telepatici, grazie ai quali sta reclutando potenti alleati e spargendo tra la popolazione civile l’odio nei confronti dei mutanti. Il suo progetto sembra essere quello di creare un nuovo Reich Eterno; e Havok & soci sembrano disposti a tutto pur di impedirglielo.  

Intanto, su Mondo Assassino continuano le avventure dei giovani adolescenti superumani rapiti e tenuti prigionieri dall’inquietante Arcade. Il folle istrione ha imposto loro la legge del più forte, cosicché nessuno possa uscire vivo dalla prigione di Mondo Assassino senza avere prima ucciso tutti gli altri compagni/avversari. Un plagio di Hunger Games? No, una figata senza precedenti.

Uncanny Avengers #4 Giorni di un Futuro Nazista

Finalmente! Cazzo, finalmente sembra che Remender vada a parare da qualche parte. Perché, diciamoci la verità, Uncanny Avengers fino a questo momento aveva promesso tanto, ma mantenuto davvero poco. La tecnica narrativa utilizzata dall’autore era apparsa lenta e antiquata; mentre i disegni di John Cassaday, lontani anni luce da quelli che lo avevano reso grande in Astonishing X-Men. Tuttavia, al di là delle suddette evidenti pecche, ciò che più faceva rosicare gli speranzosi lettori della testata Marvel era la totale assenza di una trama avvincente che promettesse di trascinare questa storia verso più accattivanti e coinvolgenti linee narrative.  

Lo scontro impazza tra le strade di New York. Scarlet e Havok tentano invano di contenere la potenza di Thor, la cui mente ha ceduto alle nuove capacità psichiche del Teschio. Nel frattempo, quest’ultimo cerca di plagiare anche la mente di Cap, mostrandogli un ipotetico futuro nel quale i mutanti sarebbero stati privati dei diritti civili e resi prigionieri. In proposito, Cassaday ci propone una bella tavola con protagonisti proprio Havok e Scarlet e, alle loro spalle, i manifesti di tutti gli X-Men catturati o ricercati. Si tratta chiaramente di una citazione della cover di Uncanny X-Men #141 (albo del 1981), che all’epoca immaginava un ipotetico futuro datato proprio 2013.

La battaglia si conclude con la temporanea vittoria dei Vendcatori, ma il numero di perdite tra la popolazione civile e la potenziale minaccia del nuovo Teschio Rosso non consentono ad Alex & soci neppure il minimo sollievo. Ricca di pathos e di significato è poi la breve sequenza nella quale Thor parla ad un Logan amareggiato e ferito. Il fattore rigenerante di quest’ultimo sembra non funzionare rapidamente come al solito; specchio di un evidente disagio psicologico, di una sofferenza che Logan si porta dietro sin dalla morte di Xavier e che difficilmente lo abbandonerà. L’episodio termina infine con un grosso colpo di scena che non specificherò per non rovinare la sorpresa, ma del quale parleremo più approfonditamente a partire dal mese prossimo.  

Nonostante non stia apprezzando particolarmente lo stile utilizzato da Remender (in particolare trovo anacronistica la narrazione esterna in terza persona), devo ammettere che l’autore ha dimostrato in questo episodio di avere le idee chiare circa il futuro della testata. Inizialmente, la sensazione era quella di una sfilza di personaggi buttati lì per caso, senza che vi fosse un filo conduttore che guidasse eventi e azioni. Ora sappiamo finalmente che nulla è casuale; e che ogni singolo particolare osservato fino a questo momento era stato appositamente seminato dall’autore nel corso della storia. Non che questo voglia dire necessariamente che ci troviamo di fronte ad un capolavoro; ma quantomeno ci fornisce delle legittime aspettative per il proseguo della testata.

 

Ci saluta Cassaday, i cui disegni non sono mai apparsi all’altezza delle aspettative. A partire dal prossimo episodio ci gusteremo le tavole di Oliver Coipel, che poi lascerà spazio in pianta stabile a Daniel Acuna. Speriamo che il risultato sia migliore rispetto a quanto visto fino ad ora.

Avengers Arena #7 e #8

Finalmente Dennis Hopeless si è deciso a darci qualche spiegazione. La figura di Arcade, avvolta fino a questo momento da una fitta coltre di mistero, viene svelata e spiegata nell’episodio #7 della serie, intitolato Rock Bottom. In effetti di Arcade non si sapeva molto. Villain di serie C, si è trovato in più occasioni coinvolto nelle avventure di Spider-man o degli X-Men, portando a casa sempre pessimi risultati. Proprio su queste premesse e sugli innumerevoli fallimenti di Arcade, Hopeless costruisce l’antefatto di Avengers Arena, affiancando a questo cattivuccio sfigato una letale quanto efficiente assistente: Miss Coriander. L’unione tra la sete di vendetta del primo e l’intraprendenza della seconda, genera il nuovo Mondo Assassino, un complesso agglomerato di moderne tecnologie, simile solo nel nome all’isola/trappola nella quale il villain rinchiudeva gli ignari visitatori. Sotto il profilo narrativo, l’episodio #7 risulta interessante, se non addirittura necessario. Prima o poi doveva iniziare un graduale avvicinamento alla figura di Arcade, in modo tale che la storia del gruppo potesse - da qui in avanti - incrociarsi e mescolarsi con questa misteriosa figura. Il ritmo resta rapido e divertente, facendo si che l’interessedel lettore rimangacomunque vivo, nonostante il momentaneo allontanamento dalla storia principale. Ho gradito anche i disegni del bravo Alessandro Vitti, che è riuscito perfettamente nel compito di raccontare graficamente l’evoluzione fisica, ma soprattutto psicologica, di Arcade.  

L’episodio #8 torna a raccontare le vicende dei giovani superumani sopravvissuti sino ad ora su Mondo Assassino. Juston, con l’aiuto di X-23, tenta di rimettere in sesto la sua sentinella, unica arma a disposizione del ragazzo in questa folle battaglia. Nel frattempo, testiamo le reazioni di Bloodstone, Nara e Anachronism, dopo che quest’ultimo, in preda ad una furia cieca, ha brutalmente staccato la testa di Kid Briton. Come sempre ottimo l’equilibrio tra azione e caratterizzazione, che dimostra una volta di più che è possibile trattare approfonditamente i personaggi senza sacrificare necessariamente il ritmo narrativo. Non credo ci sia bisogno di sottolineare il valore delle matite di Kev Walker, vero e proprio mattatore di questa ottima serie. Se non l’avete capito, allora ve lo ripeto ancora un’altra volta: questa testata va recuperata alla svelta. Con quest’ordine perentorio, vi saluto, dandovi appuntamento al mese prossimo. Vado a mettermi il costume e mi butto in spiaggia: l’estate, in fondo, non è solo Marvel Now..

Quanto ad Uncanny Av. benvengano Coipel ed Acuna, Cassaday mi è piaciuto solo in questo 4o numero: una delusione rispetto a come lo ricordavo. Mentre il cliffahanger finale pensato da Remender l'ho trovato una gran figata. Arena sempre alla grande, peccato che da settembre ne leggeremo un numero in meno: lascerà spazio ad A+X...


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#1

D'accordo con tutto, anche se, in fin dei conti, trovo che Remender - per quanto anacronistica possa essere - riesca a gestire bene la narrazione in terza persona. Cassaday in questo volume mi è piaciuto molto di più che nei precedenti.

#2
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